La Malattia di
Raynaud: diagnosi e trattamento.
A cura del Dott. Edoardo Colombo.
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 15.04.2008 . |
AVERE
SPESSO LE DITA DELLE MANI E DEI PIEDI FREDDE: E' VERAMENTE SOLO L' ESPRESSIONE
D'UNA IPERSENSIBILITA' TERMICA?
Spesso
le giovani donne e quelle appena entrate in menopausa si lamentano di avere le
dita delle mani intorpidite e fredde, soprattutto nella stagione invernale;
questo fatto spesso coinvolge anche le dita dei piedi.
Se
nel 50% di queste pazienti l'inconveniente può essere spiegato semplicemente
con un'accentuata sensibilità personale allo stimolo del freddo, nell'altra metà
è presente con sfumature ed estensione diverse un fenomeno vascolare chiamato
Raynaud.
Il
termine Raynaud è associato comunemente in Angiologia ad almeno due entità
patologiche: la malattia di Raynaud (una volta chiamata sindrome di Raynaud) e
il fenomeno di Raynaud.
LA
MALATTIA ED IL FENOMENO DI RAYNAUD:
LA NECESSITA' D'UNA DEFINIZIONE PRECISA
La
malattia di Raynaud è una patologia difficile da inquadrare; per
meglio comprenderla, prima definirò e
spiegherò il concetto di "Fenomeno di Raynaud".
Esso
è osservabile a livello delle dita delle mani e dei piedi (sottolineo subito
che di solito il coinvolgimento delle estremità inferiori è più tardivo e
sfumato nei pazienti oltre i 16 anni) e, in alcuni casi, anche a livello del
naso e delle orecchie.
Il
fenomeno consiste in una risposta al freddo esagerata da parte del
sistema che regola la vasocostrizione dei piccoli vasi delle dita.
I
pazienti che presentano quest'ipersensibilità, tipicamente soffrono del
contatto con tutto ciò che è freddo: le loro dita diventano dapprima bianche
(per ischemia), con un senso d'intorpidimento piuttosto che con dolore, quindi bluastre
(per cianosi) e infine rosse (per eritema).
E'
da rimarcare che, ad eccezione della prima fase, la quale cessa solamente con la
sospensione dello stimolo freddo, le altre due possono essere molto sfumate; in
particolare la fase di cianosi dura maggiormente di quella eritematosa.
Dopo
le tre fasi avviene il ritorno alle condizioni normali.
CHE ZONE DEL CORPO COLPISCE
E COSA LO SCATENA?
E'
importante rimarcare che il "Fenomeno di Raynaud" è sempre
bilaterale, localizzato alle dita (tipicamente un intero segmento
distale del dito oppure un dito intero), compare al contatto con il freddo
e regredisce fino alla scomparsa con il caldo.
La
mancanza di uno solo di questi criteri mette in discussione la diagnosi di
Raynaud.
Con
particolare attenzione alla topografia, devono essere quindi escluse dal
fenomeno di Raynaud le manifestazioni cutanee che si localizzano in una sola
faccia del dito, quelle che oltrepassano la radice delle dita impegnando il
palmo o il dorso della mano e le manifestazioni a chiazze più o meno regolari.
Nei
casi di pazienti con notevole ipersensibilità al freddo, anche una semplice
ventata d'aria fredda può scatenare il "Fenomeno di Raynaud"; un
fatto che il paziente con il "Fenomeno di Raynaud" deve sempre tenere
presente, infatti, è che lo stimolo scatenante non deve essere necessariamente
a carico delle dita, ma tutti i recettori del corpo possono provocarlo.
Da
qui l'esigenza, per le pazienti, di coprirsi bene ed integralmente
durante il periodo freddo.
QUALI SONO I MECCANISMI CHE
PRODUCONO LE TRE FASI DEL "FENOMENO DI RAYNAUD" ?
La prima fase, ischemica, è l'espressione del completo arresto della circolazione sanguigna nel
sistema dei microvasi. Il fenomeno è dovuto a sostanza vasoattive locali (Trombossano,
Bradichinine, Prostacicline, Serotina) con un coinvolgimento anche delle vie di
deflusso, rappresentate dalle venule.
La seconda fase, cianotica, segue l'inizio del ritorno del flusso ematico nel sistema dei microvasi.
A causa della precedente ischemia, i microvasi sono in stato di vasodilatazione,
che può anche essere massimale. La dilatazione è dovuta alla diminuzione del
tono miocellulare; all'azione vasodilatante della CO2, accumulatasi e non
rimossa.
La
terza fase, eritematosa,
dipende dall'ulteriore cambiamento del rapporto tra flusso ematico e capacità
microvasale. Si verifica quando il flusso è particolarmente abbondante e il
sistema microvasale è ancora enormemente dilatato.
CHI SONO I SOGGETTI CHE PRESENTANO
QUESTO "FENOMENO DI RAYNAUD"
?
Questa
manifestazione di regolazione "disordinata" della contrazione delle
arteriole e delle venule delle dita si osserva prevalentemente a carico delle
donne, in età fertile e in un range d'età mediamente compreso tra 16 e 40
anni, ma non è raro osservarla in concomitanza con lo stato di menopausa.
Essa
può comparire e rimanere presente per anni o decenni e quindi scomparire
improvvisamente e di solito è migliorata, fino alla guarigione, dallo stato di
gravidanza.
Le
persone affette dal "Fenomeno di Raynaud" presentano quasi sempre un
carattere "nervosetto" e nelle donne si possono avere lievi turbe del
ciclo mestruale, che può risultare scarso, modestamente irregolare e a volte
senza tensione premestruale del seno.
Si
può affermare che in certi soggetti esiste un terreno "predisponente"
al Fenomeno di Raynaud, costituito da numerosi fattori spesso difficili da
quantificare; se potessimo costruire una scala basata sulla "violenza"
della reazione allo stimolo del freddo, ci accorgeremmo che il fenomeno compare
e si comporta in modo diverso da individuo ad individuo.
QUALI SONO LE VARIANTI DELLA
MALATTIA DI RAYNAUD ?
Dopo
aver definito nelle righe precedenti il fenomeno, che costituisce la base della
Malattia di Raynaud, possiamo ora affrontare la distinzione tra "malattia
di Raynaud primaria" e "malattia di Raynaud d'accompagnamento o
subalterna".
La
forma primaria è sostenuta esclusivamente dal fenomeno di Raynaud
descritto sopra.
Il
suo esordio, il suo comportamento e la sua scomparsa seguono esattamente le
modalità descritte per il fenomeno.
La
forma d'accompagnamento si verifica quando il terreno "predisponente"
è di modesta entità per cui necessita d'altri fattori scatenanti.
Essa
perciò si manifesta tipicamente assieme ad altre malattie, definite "autoimmuni"
o "collagenopatie", come la Sindrome di Sjogroen, la Sclerodermia,
l'Artrite Reumatoide ed il Lupus Eritematosus.
In
queste ultime perciò la malattia di Raynaud può costituire la spia di
patologie più complesse, spesso ancora in stadio sub-clinico e quindi misconosciute.
ESISTONO ALTRI COFATTORI
SCATENANTI PER LA MALATTIA DI RAYNAUD D'ACCOMPAGNAMENTO ?
Altri
fattori che possono scatenare il Fenomeno di Raynaud su terreno predisposto
sono:
·
le ernie
discali e le discopatie
·
le malformazioni
della gabbia toracica (coste soprannumerarie, pinzature muscolari)
·
le lesioni
traumatiche dei nervi (comprese quelle chirurgiche)
·
il lavoro
con strumenti a vibrazione sia
quelli ad elevata frequenza -da 7.000 ad oltre 50.000 giri/minuto- (torni
elettrici, motori a scoppio ecc.) sia quelli a bassa frequenza (scalpelli e
martelli pneumatici ecc.)
Anche
la malattia arteriosclerotica nella sua variante diffusa anche agli arti
superiori, poiché chiude oppure restringe enormemente le arterie delle dita, può
scatenare un "Fenomeno di Raynaud": in questo caso si parla di Raynaud
tardivo , visto che i sintomi compaiono ben oltre il classico range d'età.
Infine
nei cofattori scatenanti vanno ricordati quegli stati patologici del midollo
spinale come il morbo di Parkinson.
COSA SERVE QUINDI PER LA DIAGNOSI
DI MALATTIA DI RAYNAUD ?
Indispensabili
per la diagnosi sono:
la
visita angiologia
un
tracciato Doppler (indifferentemente C.W. oppure Eco)
una
pletismografia (o una capillaroscopia)
alcuni
esami del sangue come FAN, Fattore Reumatoide, PCR, Complemento C3 e C4,
Crioglobuline con criocrito ed Elettroforesi Sieroproteica (con eventuale
Immunoelettroforesi se risultassero bande atipiche).
Meno
utili per la diagnosi risultano la termografia e l'angiografia.
E'
altrettanto fondamentale stabilire la risposta della malattia, sia essa
primaria o secondaria, al trattamento sintomatico con Nitroglicerina dopo
l'esecuzione della prova di stimolazione e reazione.
IN CHE COSA CONSISTE LA PROVA DI
STIMOLAZIONE E REAZIONE ?
Un
tracciato Doppler C.W. degli arti superiori o inferiori viene eseguito prima in
condizioni basali, con particolare riguardo per le arterie dell'arcata palmare
(o plantare) e quindi ripetuto subito dopo aver sottoposto il paziente a
contatto con una sorgente di freddo (è sufficiente l'immersione delle mani in
acqua ghiacciata) ed aver osservato la riproduzione del fenomeno..
Quindi,
previa somministrazione di una compressa contenente 0,3 mg di Nitroglicerina
per via sub-linguale, si attende la risoluzione dei sintomi in tre-quattro
minuti.
A
questo punto si esegue un terzo tracciato Doppler delle sole arterie digitali.
QUALE
E' L'ANDAMENTO DELLA MALATTIA DI RAYNAUD NEL TEMPO ?
La
malattia di Raynaud primaria ha un andamento benigno e scompare nel corso
della vita.
La
gravidanza spesso "spegne" il fenomeno.
Va
qui ricordato, per completezza, che spesso la malattia di Raynaud viene chiamata
anche con termini quali:
"microangio-iperdisestesia"
"arterio-arteriolopatia
funzionale"
"acrocianosi
distale"
Ovviamente
la malattia di Raynaud subalterna risente delle patologie
d'accompagnamento e perciò può durare tutta la vita o almeno fino in età
avanzata.
LA MALATTIA DI RAYNAUD RIMANE
STABILE O SI AGGRAVA NEL TEMPO ?
La
malattia, sia primaria sia d'accompagnamento presenta sintomi stabili
nel tempo.
Nei
casi più gravi della malattia (stimati attorno al 2%), entro due anni
dall'inizio dei sintomi si formano a livello dei polpastrelli e delle unghie
delle piccole ulcere o delle zone necrotiche, come conseguenza diretta dell'Arteriolopatia,
un'affezione flogistica che comporta la chiusura delle arterie delle dita.
Ad
eccezione di questi casi gravi ,però, la malattia si riflette esclusivamente in
una fastidiosa reazione al freddo, la quale però è in grado di condizionare
un'attività lavorativa.
Pertanto
la malattia di Raynaud necessita di una terapia più per i problemi oggettivi
che essa comporta che per la pericolosità della patologia in sé.
ESISTONO ALTRE PATOLOGIE CHE
SIMULANO LA MALATTIA DI RAYNAUD ?
La
malattia di Raynaud deve essere diagnosticata dopo aver escluso CLINICAMENTE
E STRUMENTALMENTE le seguenti affezioni:
1).
Le arteriopatie obliteranti periferiche:
la
malattia arteriosclerotica, causa dell'arteriopatia cronica obliterante
periferica - AOCP - compare più tardivamente ed è sovente MONOLATERALE;
inoltre coinvolge di norma anche la mano e/o
il piede (mentre la malattia di Raynaud è SEMPRE e SOLO a carico delle dita) e
tende a persistere A LUNGO, con scarsa dipendenza dallo stimolo freddo.
2).
La sclerodermia:
tra
le varie collagenopatie, la sclerodermia è quella che più assomiglia alla
malattia di Raynaud, con la quale condivide numerosi sintomi; siccome poi nella
sclerodermia è sempre presente una malattia di Raynaud d'accompagnamento, la
diagnosi differenziale deve essere sempre ben valutata, usando tutti i test
diagnostici oggi disponibili (esami del sangue, visita dermatologica,
capillaroscopia).
3).
Le microvasodistonie, frequenti soprattutto nella donna in menopausa:
in
esse le manifestazioni cutanee hanno un andamento assai irregolare, largamente
indipendente dallo stimolo freddo, con localizzazione NON ALL'ESTREMITA' DELLE
DITA.
ESISTE UNA TERAPIA PER LA MALATTIA
DI RAYNAUD ?
Sì,
ma può essere difficile da instaurare.
Come
uso preventivo, l'adozione di farmaci vasodilatanti periferici oggi è
ormai poco praticata perché priva di effetti clinici significativi.
Migliori
risultati si hanno dall'uso di Calcio-antagonisti come la Nifedipina
(che però nel 30% dei casi provoca cefalea ed abbassa in tutti i pazienti la
pressione arteriosa).
Un'altra
categoria di farmaci che fornisce buoni risultati è quella degli Alfabloccanti
,come il Naftilidrofurile o l'Oxpentifillina. Questi
farmaci presentano meno effetti collaterali dei Calcio-antagonisti ma
anche, di riflesso, una minor efficacia.
ESISTE IN ALTERNATIVA UNA TERAPIA
LOCALE?
A
volte il trattamento sintomatico (cioè al bisogno) e topico (cioè locale) è
l'unica terapia possibile o razionale da adottare; usando un unguento contenente
Nitroglicerina al 2% si è in grado di risolvere in pochi minuti
la totalità dei casi che sono risultati positivi al test di stimolazione e
reazione descritto sopra.
Quest'unguento, spalmato in modica quantità sulle zone asfittiche delle dita, presenta come unico effetto collaterale la vasodilatazione del letto ungueale; alcuni pazienti possono, col tempo, provare perciò fastidio alla pressione esercitata sulle unghie.
Per ulteriori informazioni: coledoco@alice.it