LA FERTILOSCOPIA NEL MANAGEMENT DELL’INFERTILITA’ FEMMINLE

dott. Alessandro Casa    

NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori.  La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.09.2006.

In seguito al primo lavoro di S.Gordts, la fertiloscopia è stata messa a punto dal 1997 presso il “Centre Lyonnais de recherche et d’étude de la stérilité (CRES®)” dal dott. Watrelot.

La fertiloscopia è un nuovo metodo miniinvasivo d’esplorazione della pelvi posteriore che permette una valutazione completa dei fattori meccanici dell’infertilità femminile.

E’ un’alternativa, se eseguita secondo ben specifiche indicazioni, alla laparoscopia diagnostica, si esegue per via vaginale, richiede un’attrezzatura relativamente semplice e può essere realizzata sia in anestesia locale che in sedazione ed in regime di Day Surgery in un ambulatorio attrezzato (sempre adiacente, però, ad una sala operatoria); a tutt’oggi si deve considerare prevalentemente diagnostica con possibilità operative limitate(biopsie, adesiolisi limitate e, soprattutto, ovarian drilling), ma che potranno nel prossimo futuro allargars 

E’ necessaria, come detto, un’attrezzatura relativamente limitata:

·        una pinza portabatuffoli, una coppetta con disinfettante, una coppetta ed una siringa  per il blu, alcuni tamponi, un flacone di 1 lt. di soluzione fisiologica,

·        un’ottica dedicata con relativo cavo di fibre ottiche,  minitelecamera, monitor e fonte luminosa ed eventuale sistema di video e/o foto per documentazione,

·        uno speculum di Collin,

·        una pinza da collo,

·        una fiala di blu di metilene,

·        un’ago di Veress

·        un trocar di 4 mm., meglio se  dedicato ed un catetere intrauterino per eseguire la salpingocromoscopia

·        infine è conveniente e prudente avere sempre a disposizione e pronti gli strumenti per una  eventuale conversione laparoscopica.

   
La fertiloscopia associa diverse procedure:

 

LA FERTILOSCOPIA: UNA TECNICA DI VALUTAZIONE COMPLETA DEI FATTORI MECCANICI DELL’INFERTILITA’ FEMMINILE:

 

 

1.      IDROLAPAROSCOPIA TRANSVAGINALE o IDROPELVISCOPIA

 

E’ il tempo fondamentale della fertiloscopia.

Si esegue introducendo nella pelvi, per via vaginale, un trocar ottico di diametro variabile, fino ai 4 mm., dopo avere precedentemente iniettato, per la stessa via, circa 200 cc. di soluzione fisiologica. L’esame degli organi pelvici è realizzato in mezzo liquido che ne permette una visualizzazione dettagliata potendo così evidenziare la presenza di eventuali anomalie.

 

2.      PROVA DI PERVIETA’ TUBARICA

E’ realizzata mediante iniezione attraverso l’utero di blu di metilene tramite uno specifico   dispositivo per studiare la pervietà tubarica.

 

3.      SALPINGOSCOPIA

 Quest’esame consiste nell’introdurre l’ottica nel padiglione tubarico allo scopo di esplorare la mucosa tubarica bilateralmente. La tecnica consiste nell’introdurre l’ottica nel padiglione e nell’ampolla di ciascuna tuba per esplorarne l’epitelio.  

 

4.      MICROSALPINGOSCOPIA

   

Si deve eseguire sistematicamente come esame di complemento. Consiste, grazie a dispositivi di ingrandimento dell’ottica (STORZ 2.9), nell’esaminare le cellule della mucosa tubarica dopo la prova di permeabilità con il blu.

La colorazione dei nuclei delle cellule tubariche permette di apprezzare la capacità funzionale della tuba: più i nuclei sono colorati, meno funzionante è la mucosa.

 

5.      ISTEROSCOPIA 

E’ l’ultima procedura che si esegue nel corso della fertiloscopia.

Con l’aiuto della stessa ottica, introdotta questa volta nella cavità uterina, è possibile visualizzare l’utero, asportare delle anomalie come polipi, fibromi o sinechie e praticare biopsie per risolvere e trattare eventuali anomalie dell’endometrio.

 

La fertiloscopia richiede dai 10 ai 15 minuti di tempo.

La paziente può lasciare la struttura immediatamente se la fertiloscopia è stata praticata in anestesia locale e lo stesso giorno in caso di anestesia generale.

La scelta del tipo di anestesia è lasciata alla paziente; non c’è alcuna sutura vaginale, la sola raccomandazione è di evitare l’utilizzo di tamponi vaginali e i rapporti sessuali per cinque o sei giorni.

 

LA FERTILOSCOPIA : indicazioni

La fertiloscopia permette di rimpiazzare la laparoscopia diagnostica nell’infertilità.

In particolare, permette l’esplorazione delle pazienti:

Al contrario, quando la patologia è certa e quando il ricorso al trattamento chirurgico è evidente, si praticherà direttamente una celiochirurgia.

 

LA FERTILOSCOPIA : vantaggi

I vantaggi della fertiloscopia sono numerosi, sia sul piano medico sia per il confort della paziente.

La fertiloscopia permette di evitare la laparoscopia diagnostica nell’infertilità.

La fertiloscopia costituisce un approccio molto fisiologico, perché non è necessario mobilizzare tube ed ovaie per sostenerne un esame approfondito. L’osservazione “in diretta” dell’ovulazione quando si esegue la fertiloscopia in quel momento preciso è un’eccellente dimostrazione è può fare sperare che in avvenire la fertiloscopia permetterà di progredire nelle conoscenze dei fattori come quello della captazione ovocitaria nei riguardi della quale non esiste a tutt’oggi alcun’esplorazione.

Inoltre le sue caratteristiche poco invasive e la sua innocuità ottengono una grande accettabilità da parte delle pazienti, tanto che la si può facilmente proporre in caso di necessità.

E’ di semplice esecuzione anche nelle pazienti che presentano un eccesso ponderale.

Anche se sono possibili complicazioni, bisogna rilevare che la realizzazione di questa procedura in anestesia locale, l’assenza di CO2, il non ricorso alla posizione di Trendelemburg, l’assenza di rischi di lesioni dei grossi vasi ne fa una tecnica endoscopica in cui il tasso di rischio è molto limitato se si rapporta alla laparoscopia.

 

 

Ben lungi dall’opporla in concorrenza alla laparoscopia, di cui è procedura complementare, la fertiloscopia sembra destinata, però, ad assumere una posizione importante nello studio dell’infertilità, essenzialmente nella fase preterapeutica permettendo una diagnostica precisa ed una migliore selezione delle scelta terapeutiche.

Lo sviluppo concomitante delle possibilità chirurgiche contribuirà a diminuire il numero delle laparoscopie eseguite per lesioni minime, come nell’endometriosi lieve ed anche moderata.

 

LA FERTILOSCOPIA: controindicazioni e limiti

- CONTROINDICAZIONI:

  Tutte le controindicazioni della fertiloscopia devono essere scrupolosamente osservate.

Si tratta in particolare:

L’esame clinico della donna (esplorazione vaginale) e l’esecuzione preventiva di un’ecografia pelvica permetteranno di accertare queste situazioni.

 

- LIMITI:

I limiti della fertiloscopia:

     

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