LA STORIA DELLA CONTRACCEZIONE.
A cura del Dott. Filiberto Di Prospero
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Ogni società, ogni epoca ha avuto un proprio armamentario per il controllo delle nascite. Le antiche Egiziane introducevano in vagina sterco di coccodrillo mentre presso i Romani si preferiva lo sterco di topo. Tra gli Ebrei era usato un infuso di radici che si diceva rendesse sterili le donne. Nell' antichità erano anche diffusi spugne ed esercizi fisici per espellere lo sperma dopo il coito.
Anche tra le documentazioni degli antichi Cinesi (3000 a.c.) si rinvengono ricette antifecondative o abortigene ; pratiche per il controllo della fertilità fanno parte anche del Kama Sutra indiano (il coitus reservatus si sosteneva che permettesse anche l'elevazione intellettuale).
Nel mondo greco-romano la pianificazione delle nascite era diffusa ed ottenuta prevalentemente con il ricorso all'aborto. Quinto Metello, tra gli altri, lamentava come le famiglie di allora avessero pochi figli. Furono Plinio a Roma e Sorano in Grecia (100 a.c.) che per primi parlarono di regolazione delle nascite in termini di prevenzione del concepimento. Sorano scriveva che "è più sicuro prevenire il concepimento piuttosto che uccidere il feto".
Con l'avvento del cristianesimo, nonostante la mancanza di un esplicito riferimento all'argomento nei Vangeli, si assiste al diffondersi nei paesi occidentali di una dottrina rigidamente ostile ad ogni pratica contraccettiva, al punto da considerare "lecito" anche nell'ambito matrimoniale solo quel rapporto teso alla procreazione. Questa concezione assolutamente restrittiva che poneva ogni pratica contraccettiva al pari della fornicazione resisterà fino alla fine del Medio Evo.
Ciò nonostante continueranno a diffondersi in Europa pratiche empiriche di ogni tipo e bisognerà arrivare alla fine dell'Ottocento per vedere costituirsi il Movimento per la Legalizzazione dell'Anticoncezione di Margaret Sanger, che si affermerà in Inghilterra e negli USA dopo il 1920.
E' questa l'epoca in cui la ricerca scientifica si dedica al problema. Beard nel 1897 e Prenant nel 1898 osservarono come durante la gravidanza l'ovulazione fosse soppressa e così dopo che Hermann e Stein dimostrarono nei ratti che estratti ovarici potevano inibire l'ovulazione, Haberlandt nel 1924 suggerì l'impiego degli ormoni ovarici per il controllo della fertilità. Ma dovettero passare ancora molti anni, caratterizzati da esperimenti negli animali e da grandi progressi in ambito farmacologico, prima che Gregory Pincus nel 1956 dimostrasse la possibilità di una contraccezione nella donna, basata sulla somministrazione orale di ormoni (quella che diventerà la moderna pillola anticoncezionale).