LA MENOPAUSA: EVOLUZIONE DEL PENSIERO SCIENTIFICO E DELL’ATTEGGIAMENTO FEMMINILE E SOCIALE.

A cura del Dott. Filiberto Di Prospero

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NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori.  La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 23.10.2007 .

La Menopausa è un evento fisiologico legato all'esaurimento funzionale delle ovaie che normalmente, e da sempre senza variazioni importanti, avviene intorno ai 50 anni. Un evento fisiologico molto probabilmente non previsto e sconosciuto inizialmente, quando la vita media femminile raggiungeva a stento i 30aa (come avviene ancora oggi in alcune zone depresse della Terra). E’ solo infatti dopo il XVIII e particolarmente nel XIX secolo che si ha un progressivo e sostanziale allungamento della vita media femminile, particolarmente nei paesi industrializzati.

Pur non essendo una malattia può inficiare gravemente il benessere generale della donna. Alcuni disturbi infatti possono talvolta minare rapidamente e profondamente la normale vita di relazione(frequenti accessi improvvisi di calore e sudorazione, insonnia, ansia, irritabilità e talvolta depressione, difficoltà nell'attenzione e nella memoria) e come vedremo, essa è condizione favorente per numerose patologie(malattie cardiovascolari, osteoporosi post-menopausale, malattie metaboliche, incontinenza urinaria, prolasso genitale, demenza progressiva). Esistono pure casi di menopausa "patologica", ma sono una minoranza e sono quelli legati ad una sua comparsa troppo precoce (prima dei 45 aa) o determinati da interventi medici (ad es. asportazione chirurgica delle ovaie o loro danneggiamento nel corso di terapie anti-tumorali). Molto rari sono infine i casi di menopausa tardiva, cioè a comparsa dopo i 55 anni.Già Aristotele ed Ippocrate avevano descritto intorno al 400 a.c. l’epoca di scomparsa dei flussi e le caratteristiche della donna in menopausa. Ma prima di arrivare ad una reale comprensione del problema passerà molto tempo, se pensiamo che ancora alla fine del 1800 Farnham scriveva su una nota rivista scientifica (Alienist Neurologist) che "le ovaie dopo un lungo periodo di attività non hanno la capacità di ritirarsi con eleganza nell’età avanzata, ma cominciano ad irritarsi ed a trasmettere questa condizione ai gangli addominali che, a loro volta, indirizzano l’irritazione al cervello provocando disordini tessutali che si manifestano sotto forma di nervosismo o con esplosione di vera follia "

Tale interpretazione nervosa o comunque psichiatrica fu condivisa da molti altri che sostenevano una relazione nervosa tra ovaie e cervello; tutto ciò perchè ancora non esisteva l’Endocrinologia, quella scienza che avrebbe spiegato come molte attività del nostro corpo dipendano da sostanze circolanti nel sangue (ormoni) prodotte in specifici organi. E’ nel 1886 che viene avanzata la prima ipotesi ormonale per spiegare i disturbi menopausali e solo nel 1923 Edward Doisy identifica con certezza gli estrogeni, ormoni prodotti dall’ovaio.

Ora molto è cambiato intorno al pensiero scientifico e all’atteggiamento medico e femminile riguardo la menopausa. Per quel che riguarda l'assistenza medica da una fase puramente osservazionale durante la quale al massimo si incoraggiava la donna alla rassegnazione si è passati a quella che potremmo definire "interventistica" che ha portato i suoi fautori ad essere accusati di voler medicalizzare un evento fisiologico. Nello stesso tempo è quasi scomparso nell’immaginario femminile il sillogismo che portava ad identificare la menopausa con la vecchiaia innescando dinamiche di rassegnazione e autosvalutazione.

Negli anni ‘40 si arriva alla sintesi del primo prodotto a base di estrogeni somministrabile per via orale, ma si dovranno attendere gli anni ‘60 per assistere ad una reale diffusione delle terapie estrogeniche sostitutive. E’ proprio in quegli anni che viene pubblicato il libro "Feminine forever", segno di una rivoluzione che era appena agli inizi. Una rivoluzione che avrebbe coinvolto donne e medici portando tutti ad una nuova, ampia e più moderna interpretazione dello stato di salute che ad esempio non può trascindere dal benessere psicofisico e dalle esigenze estetiche in una donna sempre più proiettata verso il futuro e con un grande desiderio di costruire, sognare, progettare.

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