La Mastoplastica
Additiva in Video-Endoscopia
A cura del Dott.
Giulio Maria Maggi, Torino.
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.09.2006 . |
Dopo aver cercato in questi ultimi anni di
migliorare le ormai classiche tecniche chirurgiche ho frequentato diverse scuole
in Brasile, Messico, Argentina, Italia e Stati Uniti d’America (Prof. Pontes;
Prof. GuerreroSantos; Prof. Yuri; Prof. Santanchè; Prof. Mc Kinney) osservando
le più autorevoli “mani” della chirurgia estetica d’oggi.
Sono quindi giunto alla conclusione che la via
ascellare sia, ad oggi, quella che consenta il migliore risultato estetico.
Certamente è la meno semplice da eseguire, ma
consente alle pazienti di esibire delle mammelle prive di cicatrici e passibili
dell'esame più ravvicinato.
Ad oggi non possiamo più accettare in chirurgia
estetica gli esiti cicatriziali nel solco
sottomammario o periareolari che spesso divengono delle stigmate che
accompagnano la paziente per tutta la vita proprio sulla parte che aveva cercato
di migliorare.
L’utilizzo della Videoendoscopia ha
permesso, grazie all'ingrandimento dell'immagine offerto da questo ausilio, di
perfezionare il risultato dell'intervento, sia nell'allestimento della tasca
periprotesica, sia nell'esecuzione dell'emostasi.
Ciò
riduce la percentuale di possibilità della formazione di capsula periprotesica
fibrosa.
L'intervento viene eseguito mediante un
elevatore-aspiratore-portaottica e con l'ausilio di pinze e forbici
endoscopiche.
L'utilizzo dell'endoscopia necessita
dell'acquisizione da parte del chirurgo di una manualità particolare, non poco
differente da quella a cui è abituato.
Nonostante le maggiori difficoltà di esecuzione,
questa tecnica offre innegabili vantaggi al chirurgo già esperto.
I risultati sono estremamente naturali e di
grande soddisfazione sia per la paziente che per il chirurgo.
LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI
Quanto durano le protesi
mammarie?
Purtroppo non esiste nessun dato sui limiti di durata delle protesi
attualmente in uso. Si considera però la notevole velocità di upgrade
tecnologico dei materiali negli anni un buon motivo per la sostituzione delle
medesime dopo 10-15 anni con esemplari più “moderni”.
E' vero che andando in
aereo le protesi possono scoppiare?
Si tratta di un' autentica leggenda metropolitana, dura a morire. Le protesi
mammarie possono resistere a forti traumi e manipolazioni, ed in ogni caso gli
aerei per uso civile sono tutti pressurizzati!!!.
Cosa è la contrattura
capsulare?
La contrattura capsulare è la formazione di una capsula connettivale intorno
alla protesi impiantata, che tende ad indurirsi e, nei casi più gravi, a
deformare l' aspetto esterno della mammella ed a causare dolore. La causa della
contrattura capsulare è al momento non conosciuta con certezza, e la sua
frequenza, nelle mani dei migliori chirurghi, oscilla intorno all' 1-3% delle
pazienti. Nei casi più gravi richiede la rimozione della capsula e la
sostituzione delle protesi.
E' possibile l'
allattamento dopo una mastoplastica additiva?
Poichè le protesi vengono poste al di sotto della ghiandola mammaria (o
ancora più profondamente, al di sotto del muscolo pettorale), non
interferiscono con l' allattamento, che resta assolutamente possibile.
E'
vero che le protesi rimangono fredde (o quantomeno a una temperatura inferiore)
rispetto al resto del corpo?
Anche in questo caso si tratta di una leggenda metropolitana. Le
protesi mammarie (di qualsiasi materiale) , poste in sede sottoghiandolare o
sottomuscolare hanno la stessa temperatura del resto del corpo
Dopo
un intervento di mastoplastica , il seno risulta "finto" al tatto?
Se la mastoplastica viene seguita correttamente il seno è in
genere naturale e morbido al tatto. Questo avviene se le protesi sono state
posizionate in modo corretto, e nella giusta sede (sotto ghiandolare o
sottomuscolare a seconda dei casi).
L’intervento prevede una degenza lunga?
Nella
maggioranza dei casi la dimissione avviene il giorno seguente
all’intervento. Il recupero è molto rapido, poiché la paziente, pur
convalescente, è motivata psicologicamente dall’essersi sottoposta
all’intervento desiderato e dal risultato estetico gratificante.
Vengono utilizzate
medicazioni?
La paziente viene dimessa con uno speciale reggiseno a corpetto da
utilizzarsi per 1-2 settimane, ma invisibile poiché nascosto dai vestiti.
Per ulteriori informazioni: segreteria@giuliomaggi.com