La
più recente novità per risolvere il problema
delle vene varicose:
il
laser endovascolare
Articolo
redatto dal
Dr. Giuseppe Serpieri
CASA DI CURA SUORE DOMENICANE, via Villa della Regina 19, TORINO,
TEL.0118199203 DAY CLINIC MONTEVERDI, via Monteverdi 5, MILANO, TEL.0229521406| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.9.2006 . |
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Secondo
stime recenti, si calcola che ogni anno oltre un milione di persone si
sottoponga ad intervento chirurgico di stripping per problemi di vene varicose
degli arti inferiori; in effetti 1 persona su 2, dai 50 anni in su, ne risulta
affetta, con un coinvolgimento globale di circa il 25% della popolazione adulta.
Tuttavia,
nonostante la sintomatologia fastidiosa e spesso dolorosa, e l’evidente
inestetismo lamentato in particolare dal sesso femminile, sono ancora molti
coloro che preferiscono evitare il trattamento chirurgico, soprattutto per il
timore che esso riesce ancora a suscitare.
Le
possibili alternative per risolvere il Vostro problema possono essere così
riassunte:
Comporta una sostanziale convivenza con i disturbi associati alla presenza di vene varicose degli arti inferiori, che può essere alleviata indossando costantemente calze o collant elastici di adeguata capacità compressiva.
Si
tratta del famoso “stripping” che, eseguito con varie tecniche, consente di
asportare la vena Grande Safena. E’ ancora il tipo di intervento utilizzato
con maggior frequenza: si pratica un’incisione a livello inguinale per
isolare, legare e sezionare la Safena, che verrà poi fatta fuoriuscire sotto il
ginocchio o alla caviglia attraverso un’altra piccola incisione.
Comporta
un certo grado di traumatismo dei tessuti e la comparsa di ematomi,
prevalentemente sulla coscia.
Il
periodo postoperatorio può essere caratterizzato da dolore, peraltro di modesta
entità.
Molti pazienti non sono pertanto candidati ideali per questa tecnica.
E’ una tecnica d’avanguardia, con ottimi risultati anche sul piano estetico, oltre che su quello funzionale: è tuttavia caratterizzata da alcune limitazioni al suo impiego, prima fra tutte un eccessivo calibro venoso. Sono inoltre assai pochi i centri italiani in grado di usarla efficacemente.
Si
tratta di una rivoluzionaria procedura mini-invasiva per il trattamento
dell’insufficienza valvolare della Grande Safena mediante una fibra Laser
endovascolare.
L’intervento
è di tipo ambulatoriale, non richiedendo cioè alcun ricovero, può essere
eseguito in anestesia locale, non lascia cicatrici e consente l’immediato
rientro a casa.
Al
momento sono ancora pochi i centri italiani presso i quali sia possibile
avvalersi di questa tecnologia, che ha tuttavia le potenzialità per diventare
il trattamento di scelta per le varici degli arti inferiori.