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IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni
sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente
comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere
eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà
interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in
costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione
clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può
illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione
e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non
rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle
informazioni fornite. Ultimo aggiornamento:
18.09.2006
. |
I
corsi di preparazione alla nascita sono nati , nel mondo occidentale , quando la
nascita
si è allontanata dall’ambiente domestico per inserirsi in quello ospedaliero,
meno
sensibile agli aspetti emotivi.
Essi
promettevano all’inizio sollievo al dolore del parto, ma anche una
difesa
preventiva
dalle incognite e dalle paure dell’ambiente ospedaliero.
Per
decenni in Italia la preparazione al parto è passata attraverso il
modello unico del
metodo R.A.T., un metodo creato per l’adattamento della donna alla struttura
ospedaliera
e a un parto passivo, un metodo di addestramento standardizzato.
Negli
anni ’80, parallelamente a un cambiamento culturale che voleva restituire alla
nascita
la sua dimensione sociale e alla donna , al bambino, all’uomo il loro protagonismo.
Diversi
studi hanno dimostrato che i corsi
di preparazione alla nascita riducono
significativamente
il ricorso ad analgesici durante il travaglio, presentano inoltre
alcuni
vantaggi per certi aspetti della
soddisfazione del parto. Il tipo di corso offerto
singoli
e di gruppo e la motivazione alla gravidanza. Tutti strumenti che,
riducono lo
stress,
stimolano la futura madre e la sua famiglia a un modo di vivere più vicino al
bambino
e attenuano in modo comprovato i rischi in gravidanza e nel parto.
I
corsi rappresentano quindi un servizio di prevenzione primaria per la gravidanza, il
parto,
e il dopo parto.
Negli
anni ’60 e ’70 un grande movimento di opinione si è battuto per una nascita
migliore,
in un’atmosfera caratterizzata il più possibile dal benessere e
dall’accoglienza.
Era l’idea del parto non violento (Leboyer e Braibanti), del parto ecologico
(Odent), del parto in acqua o del parto in casa.
Oggi
le donne hanno fortunatamente la possibilità di poter scegliere, il modo in cui
far
venire al mondo il loro bambino.
Questo
è un fatto straordinario, che può finalmente togliere la nascita dagli
automatismi
puramente culturali o puramente medici per darle, o restituirle, la dignità
di
un evento che ha componenti complesse, articolate, interconnesse fra sacralità,
appartenenza
culturale , salvaguardia della specie, ma anche e soprattutto tante
componenti
formative.
Se
la donna ha la possibilità di acquisire consapevolezza
e capacità di ascolto, è in
grado
di capire e gestire la sua salute, è dentro l’esperienza, con le percezioni,
nella relazione
madre e bambino e può anche capire quando chiedere aiuto.
Non
si tratta di insegnare alla donna
cosa fare o non fare, ma di darle la
consapevolezza
e gli strumenti per capire come si sente, cosa succede; di aiutarla a ridurre
lo stress, a capire cosa vuole da questa esperienza, a gestirsi in modo libero e
spontaneo
durante il travaglio, a scegliere dove e con chi vuole partorire; a ridurre il
disagio
nel dopo, a riconoscere la realtà e le aspettative della vita con il bambino.
Il
corso è quindi un momento di riflessione su se stesse e di confronto, per
capire che
i
propri sogni, aspettative, paure, sono proprie anche delle altre donne; che
ci sono
modi
diversi per viverle e affrontarle
perché ogni donna è diversa, perché il suo bagaglio
d’esperienze è diverso; per avere l’opportunità di ascoltarsi e ascoltare,
imparare
ad esprimere le emozioni senza censure o pregiudizi, ad assecondare le
esigenze
del proprio corpo, ad avere fiducia nel proprio intuito, a potenziare le risorse
individuali.
Dare
la possibilità alle donne in gravidanza di sperimentare tutto questo, rende il corso
di preparazione alla nascita una specie di palestra per il rafforzamento dell’autostima.
Se
la donna impara ad avere fiducia in se stessa, impara anche a scegliere cosa è meglio
per sé e per il proprio bambino e a difendere le sue scelte; a superare quel senso
di inadeguatezza che spesso mortifica e sfinisce le donne.
Il
bambino, che secondo i metodi tradizionali
non veniva preso in giusta considerazione,
è visto ora come una individuo già portatore di una sua personalità ben definita.
Mamma e bambino diventano protagonisti, entrambi
, e ognuno di loro presenta
caratteristiche e bisogni peculiari.
L’ostetrica
e il medico diventano spettatori di
un processo che, se indisturbato, andrà
avanti
fisiologicamente nella maggior
parte dei casi.
L’approccio
concettuale è quello di rendere la donna attiva e protagonista, di
accettare
il dolore come opportunità evolutiva, di permettere la libera espressione, di vivere
la nascita come esperienza, senza giudizi a valenza positiva o negativa.
L’obiettivo
del corso di preparazione alla nascita, è quello di favorire e rafforzare
nella
donna l’autostima, permettendole di assecondare le esigenze del suo corpo fidandosi
del proprio intuito e quindi scegliendo cosa è meglio per lei.
In
questo modo diventa protagonista dell’evento nascita e del parto con una partecipazione
non più passiva ma attiva ed un maggior coinvolgimento emotivo, anche
del partner.
La
coppia viene aiutata ad affrontare con serenità le sofferenze del travaglio e
del parto
mobilitando le proprie risorse per gestire autonomamente l’inizio di una nuova
vita.
Per richiedere
ulteriori informazioni scrivete a: ostetricheasl8civit@email.it |