LA PREPARAZIONE ALLA NASCITA

A cura dell'Ostetrica Mirella Buccioni,
U.O. Ostetricia e Ginecologia, Dipartimento Materno Infantile
Zona Territoriale n.8, Ospedale di Civitanova Marche (MC), 62012.

 

 


L’U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Civitanova Marche (MC) organizza da diverso tempo “CORSI DI EDUCAZIONE ALLA NASCITA” che hanno trovato una sempre maggiore partecipazione da parte delle future mamme. I corsi sono condotti in piccoli gruppi dalle ostetriche del Reparto e preparano al parto attivo, al travaglio e parto in acqua. Per prenotazioni ed informazioni chiamate lo 0733.823538 preferibilmente nelle ore pomeridiane; parlerete direttamente con un’Ostetrica dell’equipe.  

NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori.  La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.9.2006 .

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I corsi di preparazione alla nascita sono nati , nel mondo occidentale , quando la  nascita si è allontanata dall’ambiente domestico per inserirsi in quello ospedaliero, meno sensibile agli aspetti emotivi. Essi  promettevano all’inizio sollievo al dolore del parto, ma anche una difesa preventiva dalle incognite e dalle paure dell’ambiente ospedaliero.  

Per  decenni in Italia la preparazione al parto è passata attraverso il modello unico del metodo R.A.T., un metodo creato per l’adattamento della donna alla struttura ospedaliera e a un parto passivo, un metodo di addestramento standardizzato.

Negli anni ’80, parallelamente a un cambiamento culturale che voleva restituire alla nascita la sua dimensione sociale e alla donna , al bambino, all’uomo il loro protagonismo.

Diversi studi  hanno dimostrato che i corsi di preparazione alla nascita riducono significativamente il ricorso ad analgesici durante il travaglio, presentano inoltre alcuni vantaggi  per certi aspetti della soddisfazione del parto. Il tipo di corso offerto singoli  e di gruppo e la motivazione alla gravidanza. Tutti strumenti che, riducono lo stress, stimolano la futura madre e la sua famiglia a un modo di vivere più vicino al bambino e attenuano in modo comprovato i rischi in gravidanza e nel parto.

I corsi rappresentano quindi un servizio di prevenzione  primaria per la gravidanza, il parto, e il dopo parto.

Negli anni ’60 e ’70 un grande movimento di opinione si è battuto per una nascita migliore, in un’atmosfera caratterizzata il più possibile dal benessere e dall’accoglienza. Era l’idea del parto non violento (Leboyer e Braibanti), del parto ecologico (Odent), del parto in acqua o del parto in casa.

Oggi le donne hanno fortunatamente la possibilità di poter scegliere, il modo in cui far venire al mondo il loro bambino.

Questo è un fatto straordinario, che può finalmente togliere la nascita dagli automatismi puramente culturali o puramente medici per darle, o restituirle, la dignità di un evento che ha componenti complesse, articolate, interconnesse fra sacralità, appartenenza culturale , salvaguardia della specie, ma anche e soprattutto tante componenti formative.   

Se la donna ha la possibilità di acquisire  consapevolezza e capacità di ascolto, è in grado di capire e gestire la sua salute, è dentro l’esperienza, con le percezioni, nella relazione madre e bambino e può anche capire quando chiedere aiuto.

Non si tratta di insegnare  alla donna cosa fare o non fare, ma di darle  la consapevolezza e gli strumenti per capire come si sente, cosa succede; di aiutarla a ridurre lo stress, a capire cosa vuole da questa esperienza, a gestirsi in modo libero e spontaneo durante il travaglio, a scegliere dove e con chi vuole partorire; a ridurre il disagio nel dopo, a riconoscere la realtà e le aspettative della vita con il bambino.

Il corso è quindi un momento di riflessione su se stesse e di confronto, per capire  che i propri sogni, aspettative, paure, sono proprie anche delle altre donne; che  ci sono modi diversi per viverle  e affrontarle perché ogni donna è diversa, perché il suo bagaglio d’esperienze è diverso; per avere l’opportunità di ascoltarsi e ascoltare, imparare ad esprimere le emozioni senza censure o pregiudizi, ad assecondare le esigenze del proprio corpo, ad avere fiducia nel proprio intuito, a potenziare le risorse individuali.

Dare la possibilità alle donne in gravidanza di sperimentare tutto questo, rende il corso di preparazione alla nascita una specie di palestra per il rafforzamento dell’autostima. Se la donna impara ad avere fiducia in se stessa, impara anche a scegliere cosa è meglio per sé e per il proprio bambino e a difendere le sue scelte; a superare quel senso di inadeguatezza che spesso mortifica e sfinisce le donne.

Il bambino, che secondo i metodi tradizionali  non veniva  preso in giusta considerazione, è visto ora come una individuo già portatore di una sua personalità ben definita. Mamma e bambino diventano protagonisti, entrambi , e ognuno di loro presenta caratteristiche e bisogni peculiari.

L’ostetrica e il medico diventano spettatori di un processo che, se indisturbato, andrà avanti fisiologicamente  nella maggior  parte dei casi.  

L’approccio concettuale è quello di rendere la donna attiva e protagonista, di accettare il dolore come opportunità evolutiva, di permettere la libera espressione, di vivere la nascita come esperienza, senza giudizi a valenza positiva o negativa. 

L’obiettivo del corso di preparazione alla nascita, è quello di favorire e rafforzare nella donna l’autostima, permettendole di assecondare le esigenze del suo corpo fidandosi del proprio intuito e quindi scegliendo cosa è meglio per lei.

In questo modo diventa protagonista dell’evento nascita e del parto con una partecipazione non più passiva ma attiva ed un maggior coinvolgimento emotivo, anche del partner.

La coppia viene aiutata ad affrontare con serenità le sofferenze del travaglio e del parto mobilitando le proprie risorse per gestire autonomamente l’inizio di una nuova vita.  

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