GLI AMIDI FANNO MALE AI BAMBINI.
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pubblicato per gentile concessione di www.zerodieta.com
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Tra
tutti gli alimenti consumati dall'uomo, gli amidi sono quelli che necessitano di
una masticazione più accurata: essi devono essere ben sminuzzati e mischiati
alla saliva della bocca, il cui enzima, la ptialina, ne inizia la digestione.
Per
queste due semplici ragioni ai bambini, fino ai ventiquattro mesi, non
dovrebbero essere somministrati amidi. I bambini fino a quell’età, infatti,
non possiedono la ptialina e mancano della dentatura appropriata alla
masticazione degli amidi. Inoltre i bambini sono privi anche degli enzimi
pancreatici ed intestinali necessari alla digestione degli amidi.
L'abitudine
moderna di alimentare i bambini con cereali, patate al forno, pane ed altri cibi
a base di amidi è spesso causa di molte malattie infantili: indigestione,
costipazione, diarrea, coliche, eruzioni cutanee, problemi catarrali, tonsillari,
etc.
Anche
se si pensa di ovviare ai problemi di masticazione alimentando i bambini con
amidi ammorbiditi (poltiglie, purè di patate, farinate semiliquide), non è
comunque questa la corretta soluzione, poiché la ptialina con cui iniziare la
digestione è sempre assente; inoltre, anche se la ptialina fosse presente, il
consumo di amidi ammorbiditi non stimolerebbe il flusso della saliva. Questo
perché tutti gli amidi, sia se consumati dai bambini che dagli adulti,
dovrebbero essere consumati secchi per poter garantire una giusta salivazione.
Molte
madri, senz’altro ritenendo di fare la cosa giusta, triturano, passano e
sminuzzano i cibi pensando così di ovviare all’impossibilità di masticare
del bambino. Mele grattugiate, purè di patate e di frutta, poltiglie di
cereali, sono tutti alimenti somministrati ai bambini nella speranza che questi
li possano digerire con facilità. Ma questo purtroppo non avviene, soprattutto
per ciò che riguarda gli amidi, poiché prima che il bambino non abbia compiuto
i due anni di età, gli enzimi necessari alla loro digestione sono assenti.
L'abitudine
di alcune madri di masticare i cibi del bambino, anche se disapprovato dai
medici in quanto c’è il rischio che la madre passi i suoi germi al figlio,
ha più senso dell'attuale sistema alimentare, poiché è un sistema
che insaliva il cibo, e quindi lo predigerisce per il bambino.
Dobbiamo
pensare che somministrando al bambino i cibi che non richiedono masticazione
(anche i cereali bagnati possono essere ingoiati senza masticare), gli si
insegna ad ingoiare il cibo senza masticare. Se gli si somministrassero i cibi
solidi al momento giusto, egli istintivamente imparerebbe a masticare.
Tra
tutti gli amidi consumati dall'uomo, i cereali ed i legumi sono i meno
adattabili alle capacità digestive del suo organismo. I bambini alimentati con
tali cibi manifestano diarrea, indigestione, coliche, costipazione, raffreddori,
problemi alle tonsille e alle adenoidi, orticaria, ed anche difficoltà più
gravi. Sviluppano denti deboli e presto nella vita saranno clienti abituali
del dentista.
Una considerazione interessante deriva dal fatto che la natura ha previsto il latte per i bambini, il quale non possiede amidi. Il carboidrato del latte è, infatti, lo zucchero. Se, verso la fine dell'infanzia, si vogliono aggiungere carboidrati nella dieta del bambino, si dovrebbe far uso degli zuccheri dei datteri, dell'uva dolce, delle banane ben mature e di altri frutti dolci, zuccheri che sono predigeriti e non hanno bisogno di ptialina per essere digeriti.