FIBROMATOSI UTERINA:
LA TERAPIA CHIRURGICA.
A cura del Dr. FILIBERTO DI
PROSPERO, Specialista in
Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e Malattie del Ricambio.
Responsabile
del Modulo di Endocrinologia Ginecologica presso il Dipartimento
Materno-Infantile dell'Ospedale di Civitanova Marche.
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Parole chiave e termini equivalenti: utero, fibromatosi uterina, fibroma uterino, mioma, leiomioma, terapia.
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.01.2008 . |
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Utero deformato da numerosi fibromi (reperto chirurgico). |
Il fibroma o leiomioma uterino è un tumore benigno della parete muscolare uterina (miometrio) . Colpisce circa il 20-25 % delle donne in età riproduttiva e per motivi ancora sconosciuti è più frequente (circa 3-9 volte in più) nelle donne di razza nera rispetto alle bianche. Si può quindi affermare che è una delle patologie femminili benigne più frequenti.
I fibromi sono più frequentemente multipli e di differenti dimensioni motivo per il quale si parla spesso di fibromatosi uterina cioè di una malattia che porta l'utero ad avere una morfologia estremamente irregolare e dimensioni talvolta anche ragguardevoli.
La causa è ancora sconosciuta ma è certo che i fibromi si formano e crescono solo in presenza di estrogeni; non sono infatti mai riscontrabili prima della pubertà.
Questa malattia è fortunatamente
asintomatica nella gran parte delle pazienti dove il riscontro avviene spesso
casualmente in occasione di una visita di controllo; infatti le dimensioni dei
fibromi sono frequentemente limitate. Quando invece le dimensioni ed il numero
dei fibromi tendono ad essere tali da determinare fenomeni di
compressione sugli organi vicini si assiste alla comparsa di una sintomatologia
eterogenea caratterizzata principalmente da dolori pelvici ed irregolarità
mestruali. In particolare la compressione sulla vescica può causare alterazioni della
minzione che spesso diventa anche notturna, scarsa e frequente.
La fibromatosi inoltre può essere anche causa di infertilità e determinare
problemi durante la gravidanza (aborto, parto prematuro)
ed il parto (presentazioni anomale del feto, anomalie del travaglio).
Purtroppo non abbiamo ancora una terapia medica in grado di risolvere definitivamente questa malattia. Ci sono dei farmaci che inducendo una menopausa temporanea (quindi un ipoestrogenismo) determinano una riduzione volumetrica delle lesioni che però è solo momentanea (legata al periodo del trattamento) e per questo motivo utilizzata solamente a fini pre-operatori in interventi programmabili e casi selezionati (riduzione del sanguinamento, migliore risultato chirurgico nel caso di asportazione fibromi multipli, tentativo di asportazione dell'utero per via vaginale).
La microembolizzazione, cioè l' occlusione selettiva di vasi arteriosi che irrorano le lesioni è ancora da considerarsi tecnica sperimentale; viene condotta in anestesia locale nell'ambito di una arteriografia (radiologia interventistica). E' gravata da un'alta percentuale di insuccessi.
La terapia chirurgica rimane ancora oggi l'unica vera alternativa terapeutica. La tecnica adottata dipende dal numero, dalla localizzazione e dalle dimensioni dei fibromi, dall'età e dalle esigenze riproduttive della paziente.
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Voluminoso fibroma uterino deformante il profilo della parete addominale. |
- La miomectomia, cioè l'asportazione di uno o più fibromi (miomectomia
multipla) viene condotta normalmente in pazienti selezionate, nelle quali il Numero e le caratteristiche dei fibromi asportati consentono di avere sufficiente
tessuto sano tale da poter ricostruire e dare una morfologia normale all'utero.
Le pazienti candidate a questo tipo di intervento sono di solito abbastanza
giovani ed hanno una esigenza di fertilità futura; l'intervento infatti
consente a queste pazienti di tentare una futura gravidanza ma purtroppo non
evita future recidive della malattia.
- A questo intervento selettivo si contrappone l'isterectomia totale, uno
degli interventi ginecologici più eseguiti in questi anni; esso mira
all'asportazione totale dell'utero e quindi ad una terapia radicale e definitiva
della malattia. L'asportazione dell'utero comporta principalmente sterilità e
scomparsa definitiva dei flussi mestruali; aspetto quest'ultimo talvolta particolarmente
desiderato quando la malattia ha determinato anemizzazione.
- Un'altro intervento, particolarmente
rivalutato in questi ultimi tempi e che io personalmente preferisco effettuare
in donne di età inferiore ai 50 anni è l'isterectomia subtotale cioè la sola asportazione
della parte superiore dell'utero (il corpo), lasciando in situ la cervice (il
collo). Questo tipo di intervento è effettuabile solo in pazienti che abbiano
un collo uterino (la parte dell'utero più bassa che confina direttamente con la
vagina) anatomicamente normale, con regolare posizione nella pelvi e senza
rischi oncologici (il pap test normale). La rivalutazione di questo
intervento è nata dalla consapevolezza che gran parte delle secrezioni (fluidi)
vaginali origina dalle ghiandole endocervicali; tali fluidi nell'età
riproduttiva (<50 aa dipendendo comunque dalla funzione ovarica) sono
importanti per un normale trofismo (benessere) dei tessuti vaginali. Inoltre il
collo uterino, essendo collegato con tutto l'apparato di sospensione della pelvi
gioca un ruolo molto importante nel mantenimento di una sua buona statica
contribuendo a ridurre le possibilità di prolasso.
L'isterectomia totale e quella subtotale determinano sempre la perdita della funzione riproduttiva ma non hanno effetti negativi ad esempio sulla funzione urinaria e sessuale che anzi spesso migliorano.
Nelle pazienti di età inferiore ai 50 anni operate per fibromatosi, quando è possibile preferiamo non asportare le ovaie. Gli ormoni che producono, gli estrogeni, sono infatti importanti per la salute generale e la performance, per la cute, per l'apparato cardiovascolare, per mantenere un normale trofismo dei tessuti uro-genitali. Negli altri casi, quando l'asportazione è necessaria, sarà comunque successivamente valutata una terapia ormonale sostitutiva.
Le vie di accesso per gli interventi che ho molto sommariamente descritto, avvengono generalmente per via addominale (sia per via laparoscopica che attraverso incisioni tradizionali spesso comunque anch'esse molto estetiche); solo in casi selezionati l'isterectomia totale può essere effettuata anche per via vaginale (uteri non troppo grandi).
Nel nostro reparto la paziente viene ricoverata il giorno stesso dell'intervento ed al terzo giorno di degenza viene dimessa. La mobilizzazione e l'alimentazione sono precoci (già nelle prime 24 ore); la ripresa di una normale attività lavorativa è consigliata dopo una convalescenza di circa 20 giorni.
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F.A.Q.: UNA RISPOSTA ALLE VOSTRE DOMANDE PIU' FREQUENTI. - La fibromatosi uterina guarisce dopo
la menopausa?
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