LE
EMORROIDI : COSA FARE E COME CURARLE
A
cura del Dottor Andrea Favara Dirigente Medico I livello Chirurgia
Generale II
Azienda Ospedaliera S.
Anna Como
Ospedale S. Antonio Abate Cantu’ (CO)
Via Domea 22066 Cantu’ (CO)
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 15.04.2008 . |
Le emorroidi costituiscono una malattia nota da
tempi lontani e la definizione, dal greco antico, risale addirittura a
Ippocrate.
In ogni individuo e’ presente nel canale anale il tessuto emorroidario che svolge un ruolo importante nella continenza fecale.(figura 1). La malattia emorroidaria compare quando compaiono sintomi legati ad un’ alterazione di queste strutture, ed in particolare sanguinamento, dolore, prurito (figura 2 e 3)
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Fig. 1 il canale anale |
Fig. 2 emorroidi congeste |
Fig. 3 emorroidi sanguinanti |
Nei paesi occidentali la
malattia emorroidaria globalmente considerata nelle varie fasi interessa piu’
del 50 % della popolazione, si tratta quindi di un problema estremamente
diffuso.
Nel corso degli anni sono stati utilizzati diversi sistemi per classificare le emorroidi considerando diversi parametri, la piu’ diffusa delle quali le divide in quattro stadi in funzione della capacita’ o meno di prolassare all’ esterno dell’ ano e di riposizionarsi nel canale anale.
La sintomatologia puo’ comparire a qualsiasi età ed è frequente in occasione di eventi particolari quali ad esempio il parto.
In presenza di sintomi, la prima cosa da fare è una visita che può venire eseguita dal proprio medico, da uno specialista chirurgo o coloproctologo in modo da confermare la diagnosi ed identificare altre patologie che possono presentare sintomatologia simile ma essere completamente diverse. Esistono poi complicanze della malattia, quali la trombosi emorroidaria che richiedono in genere una terapia immediata per risolvere l’ episodio acuto.
La definizione della malattia, del suo grado e dei sintomi permetterà di scegliere l’ approccio terapeutico più adatto al singolo caso.
Nella maggioranza dei casi, quando il grado non e’ avanzato e la sintomatologia modesta, in genere la regolarizzazione dell’ alvo, una dieta adeguata, l’ utilizzo di prodotti localmente e di farmaci permette di ottenere la scomparsa definitiva o temporanea dei sintomi.
In caso di persistenza dei sintomi o di ricomparsa a breve termine, si possono prendere in considerazione altre terapie, ed in particolare
Esistono linee guida pubblicate dalla SICCR (Società italiana di chirurgia colorettale ) che illustrano dettagliatamente le indicazioni ed i risultati di ogni trattamento.
In conclusione, non ha senso attualmente soffrire a lungo e spesso di nascosto per una patologia che con le moderne tecniche può venire sempre trattata in modo indolore, e definitivo