A cura del Dr. Giancarlo Balercia, Responsabile del Settore di Andrologia Medica e del Laboratorio di Andrologia e Genetica dell’Infertilità Maschile presso la Clinica di Endocrinologia dell’Az. Ospedali Riuniti di Ancona – Università Politecnica delle Marche.
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L’eiaculazione precoce rappresenta verosimilmente il problema sessuale più frequente che affligge l’uomo, interessando circa il 20% della popolazione maschile adulta. Se è vero che, nell’esperienza clinica quotidiana, le richieste di consulto andrologico per disfunzione erettile o per problemi di fertilità sono predominanti, un’accurata indagine anamnestica da parte dell’andrologo medico sull’aspetto eiaculatorio porta all’emergenza di problematiche di cui il paziente spesso non esplicita, sia per fattori culturali, sia per vergogna o altro.
La definizione di eiaculazione precoce non è semplice e univoca, nel senso che si può utilizzare un criterio temporale (es. subito prima – la cosiddetta eiaculazione ante portas - o subito dopo l’introduzione del pene in vagina o dopo 30-60 secondi dalla penetrazione), oppure un criterio basato sul numero di spinte pelviche coitali (es. eiaculazione entro le prime 10-15 spinte). In alternativa, si può considerare l’eiaculazione come precoce se avviene prima che il maschio lo desideri (indipendentemente dal tempo o dal numero di spinte pelviche coitali) o se avviene prima che la partner sia soddisfatta. Il problema è quindi molto complesso e non può prescindere dall’interazione di coppia, almeno per quanto riguarda la decisione di intraprendere un iter diagnostico terapeutico. A parte le situazioni palesemente disturbanti (eiaculazione ante portas o immediatamente seguenti la penetrazione vaginali), è importante valutare se e quanto la situazione eiaculatoria rappresenta un problema nella sessualità della coppia. Non si deve dimenticare infine che il riflesso eiaculatorio tende ad essere naturalmente rapido; basti pensare a come è organizzato negli animali, dove l’attività copulatoria è essenzialmente finalizzata ai fini procreativi; è una prerogativa pressoché esclusiva della specie umana il piacere sessuale ed il coinvolgimento della partner.
Come per le altre patologie della sessualità, l’eiaculazione precoce può riconoscere cause organiche e non organiche. Pur essendo queste ultime generalmente più frequenti, ogni potenziale causa organica deve essere esclusa. Un corretto iter diagnostico andrologico medico deve pertanto mirare innanzitutto all’esclusione di flogosi e/o infezioni del tratto urogenitale, incluse eventuali patologie subacute o croniche della prostata. Eventuali appropriati esami clinico-strumentali (dall’esplorazione rettale ad esami colturali, ed eventuale approfondimento diagnostico per immagini) potranno essere utili nella definizione diagnostica del problema. Più rare, ma meritevoli di considerazioni possono essere cause neurologiche quali sclerosi multipla o lesioni midollari, la cui valutazione e l’eventuale approfondimento diagnostico deve essere deciso dallo specialista andrologo che valuta il paziente. Altrettanto rare sono cause metaboliche come il diabete e disordini endocrini quali l’ipertiroidismo. Si ribadisce che ogni eventuale decisione di un approfondimento diagnostico in queste direzioni resta appannaggio dello specialista andrologo, allo scopo di evitare al paziente esami, anche caratterizzati da una relativa invasità (ad es. potenziali evocati sacrali), che possono non essere appropriati sulla base della storia clinica del paziente.
Terapia dell’eiaculazione precoce
Il "Sexual Counselling" rappresenta comunque in ogni caso lo strumento terapeutico principale, indipendentemente dalla causa. Una corretta, neutra informazione sessuologica è sempre di grande aiuto, sia perché fornisce al paziente informazioni chiare, scientificamente provate informazioni su come funziona il sistema eiaculatorio, sia perché ridefinisce il vissuto del problema (quasi sempre in termini meno drammatici di come il paziente stesso è abituato a considerarli).
La cosiddetta "Terapia Sessuale" si basa su una serie di esercizi pratici derivati da tecniche cognitivo-comportamentali, quali gli esercizi di Kegel (riconoscimento-addestramento della muscolatura pubo-coccigea, una sorta di ginnastica pelvica) o la tecnica dello "squeeze" o dello "stop and start", in particolare quest’ultima mirante alla focalizzazione sensoriale percettiva del riflesso eiaculatorio e, di conseguenza, all’addestramento per il suo controllo.
L’approccio farmacologico è basato al presente principalmente sui cosiddetti inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI). Si tratta in concreto di una categoria di farmaci, utilizzati a scopo antidepressivo, che presentano tra gli altri, un effetto inibitorio sul riflesso eiaculatorio. Il loro utilizzo attualmente è limitato ad un effetto "tampone" della sintomatologia sessuale, consentendo al Sessuologo Medico la scelta di un trattamento appropriato. Sono attualmente in corso di sperimentazione farmaci di questo tipo, a breve durata di azione, che potrebbero essere usati come sintomatici nelle situazioni più critiche.
L’eventuale identificazione di cause organiche (infezioni del tratto uro-genitale o altro) dovrà eventualmente essere oggetto di appropriato trattamento.
L’utilizzo di pomate anestetiche da applicare sul glande prima del rapporto sessuale, il suggerimento di portare il glande scoperto a scopo desensibilizzante o addirittura praticare la circoncisione per la stessa finalità non hanno rivelato effetti risolutivi nella nostra esperienza.
In conclusione l’eiaculazione precoce rappresenta un problema complesso, inquadrabile correttamente solo con un approccio multifattoriale, che prevede strategie di tipo medico e psicologico, appannaggio di specialisti specificamente addestrati in ambito sessuologico.