L'ECOGRAFIA PELVICA NELLE DONNE IN MENOPAUSA
A cura del Dott. Cesare Bartolucci, Specialista in Radiologia e Docente presso l'Università di Ancona. Civitanova Marche.
Nota del Direttore: richiesto aggiornamento dell'articolo all'Autore.
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.9.2002. |
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L’ecografia è un sistema diagnostico che sfrutta le caratteristiche degli ultrasuoni per riprodurre le immagini del corpo umano. La sonda dell’apparecchio che il medico appoggia sull’addome della paziente emette degli ultrasuoni. Questi "suoni", raggiungendo un organo interno, generano degli "echi" di ritorno. Tali echi, captati dalla sonda, vengono elaborati da un computer e trasformati in una fedele immagine anatomica proiettata sul monitor dello strumento.
Le immagini possono essere fotografate e videoregistrate al fine di fornire un’esauriente documentazione a corredo del referto.
Gli ultrasuoni alle frequenze utilizzate a scopo diagnostico non hanno alcun effetto nocivo sulla persona. L’ecografia pertanto è una indagine priva di rischi biologici, esente da radiazioni, facilmente ripetibile, senza dolore o disconfort per la paziente, di relativamente basso costo e con discreta diffusione sul territorio. Introdotta su grande scala nella pratica clinica da vent’anni, essa gode ormai di parecchie certezze sul piano scientifico.
L’utilizzazione dell’ecografia nelle
donne in menopausa fornisce indicazioni di supporto al medico riguardo all’utero, alle ovaie, alle mammelle, alla vescica.Per quanto concerne l’utero, si può valutare la sua posizione all’interno della pelvi. L’ecografia dà inoltre informazione sulle dimensioni uterine. Normalmente in menopausa l’organo diviene più piccolo; aumenti di volume possono far sospettare una condizione fibromatosa. L’ecografia è anche in grado di individuare i singoli fibromi; sono riconoscibili anche formazioni di tipo tumorale.
Nelle donne in menopausa particolare attenzione riveste lo studio dell’endometrio, di cui l’ecografia valuta lo spessore e la struttura. Ciò è importante per monitorizzare gli effetti della terapia ormonale sostitutiva; inoltre l’endometrio, che riveste un grande interesse anche dal punto di vista oncologico, può essere studiato più in dettaglio ricorrendo all’
ecografia endovaginale.E’ questa una recente tecnica che si affianca alla tradizionale ecografia sovrapubica. La sonda, che viene introdotta in vagina protetta da un condom, senza provocare alcun fastidio consente una visione migliore e molto particolareggiata. Inoltre questa tecnica non necessita della vescica piena, limitando ulteriormente il disagio per la paziente.
Riguardo alle ovaie, l’ecografia fornisce informazioni relative alla loro posizione, alle dimensioni e alla struttura; si possono identificare microcisti, cisti e tumori. Nelle donne in menopausa, sia in trattamento sostitutivo che non, l’ecografia ovarica è da considerarsi un’indagine di routine: ogni cambiamento è indice di alterazione degli ormoni sessuali.
Quando si esegue l’ecografia pelvica per via sovrapubica la paziente, contrariamente all’ecografia endovaginale, si deve avere la vescica piena; pertanto anche quest’ultimo organo viene posto all’attenzione dell’esaminatore. La vescica può proporre alterazioni della parete per cistiti ripetute. Al suo interno possono trovarsi anche dei calcoli. Ma quello che più interessa dal punto di vista ginecologico sono la sua posizione (se prolassata o meno) e la sua continenza: l’ecografia, come avviene pure per l’utero e per le ovaie, consente di mostrare eventuali prolassi e permette di studiare il collo vescicale e di valutare il residuo urinario post-minzionale.
Per quanto riguarda
le mammelle, nelle donne in menopausa l’ecografia va eseguita a completamento della mammografia. Sono facilmente evidenziabili formazioni cistiche liquide di pochissimi millimetri, come pure le dilatazioni dei dotti galattofori (vie escretrici della ghiandola mammaria). Anche la patologia nodulare sia benigna che maligna si avvale con successo dell’indagine ecografica, che viene condotta con particolari sonde ad alta definizione.In menopausa si ritiene utile un controllo ecografica pelvico e mammario con frequenza biennale.