Il dolore mestruale.

A cura del Dott. Filberto Di Prospero, Direttore SaluteDonna.it e Responsabile del Modulo Organizzativo di Endocrinologia Ginecologica presso l'Ospedale di Civitanova Marche 62012 (MC).

 

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Chiamato anche dismenorrea o algomenorrea, il dolore mestruale è un sintomo davvero frequente. Il quadro clinico va da forme molto lievi (le più diffuse) fino a forme talmente intense da ostacolare le normali attività e richiedere la somministrazione di farmaci. I sintomi sono caratterizzati da dolore pelvico associato talvolta a nausea, diarrea, vomito, cefalea ed occorrono tipicamente entro il secondo giorno di flusso mestruale.

Si distinguono generalmente una dismenorrea primaria (o primitiva) ed una secondaria.

La dismenorrea primaria
insorge già in giovane età; poco o nulla conosciamo sulle sue reali cause. Sappiamo con certezza che è legata all'ovulazione (le donne che non ovulano non hanno questa malattia) e ad alcune sostanze mediatrici dell'infiammazione. Tutto questo ha avuto infatti importanti risvolti terapeutici che vedono nell'utilizzo della pillola e dei FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei) i principali cardini dell'approccio terapeutico.

La dismenorrea secondaria, deve essere considerata come entità clinica completamente diversa da quella primaria: infatti esordisce tipicamente nell'età adulta e comunque sempre dopo un lungo periodo di assenza dei sintomi ed è nella gran parte dei casi riconducibile a cause ben note come l'endometriosi, l'adenomiosi, le infiammazioni o flogosi pelviche, la fibromatosi uterina, le stenosi cervicali, la presenza di polipi uterini, le sindromi aderenziali endopelviche, l'inserimento di dispositivi intrauterini (IUD). Condizioni non sempre ben identificabili e che vanno quindi sempre attentamente cercate ed il cui trattamento è alla base della risoluzione dei sintomi.

La visita ginecologica è un momento fondamentale nella diagnosi differenziale. Ad essa possono talvolta seguire indagini complementari di indubbia utilità come l'ecografia pelvica, esami infettivologici come il tampone cervicale e vaginale, il dosaggio sierico del CA125, la valutazione di alcuni indici di flogosi come VES e PCR, la valutazione dell'emocromo e dell'esame urine. In alcuni casi può essere indicata anche la laparoscopia.

La terapia chirurgica ha un ruolo importante solo in alcune forme di dismenorrea secondaria; è un argomento molto delicato e per alcuni aspetti anche controverso che volutamente non desidero affrontare in questo articolo.

Il mio consiglio è quello di non trascurare una dismenorrea, particolarmente quando ha le caratteristiche della forma secondaria o impedisce le normali attività quotidiane.

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