FEMMINILE
A cura della
Dott.ssa TATIANA DE SANTIS, Psicologa ed Esperta
in Sessuologia Clinica.
Studio in via Teodoro Valfrè
12 a Roma; per contatti ed ulteriori info:
tatianadesantis@libero.it
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 19.07.2008 . |
La risposta sessuale, sia nelle donne che negli uomini, consiste di due fasi
separate: la fase di eccitazione, caratterizzata da una reazione vasocongestizia
localizzata (dilatazione vascolare degli organi genitali, lubrificazione
vaginale, inturgidimento e arrossamento delle pareti vaginali) e la fase
orgasmica, dovuta ad una reazione involontaria di una parte dei muscoli genitali
che producono una forte sensazione di piacere.
La caratteristica fondamentale del disturbo dell’eccitazione femminile è
la persistente o ricorrente incapacità di raggiungere, o di mantenere fino al
completamento dell’attività sessuale, un’adeguata reazione di eccitazione
sessuale con lubrificazione-tumescenza.
Tale disturbo può essere primario (la fase di eccitazione non è stata mai
sperimentata in nessuna situazione e con nessun partner), secondario (la
fase di eccitazione, almeno in una certa misura, è stata sperimentata in
passato), generalizzato (l’eccitazione è inibita in tutte le situazioni e
con tutti i partner) o situazionale (l’eccitazione è inibita solo in
certe situazioni e con certi partner).
Molto spesso chi soffre di un disturbo dell’ eccitazione sessuale soffre
anche di disfunzione orgasmica. Esistono, tuttavia, casi in cui la reazione
orgasmica rimane inalterata in seguito alla stimolazione del clitoride o al
coito pur in assenza di eccitazione. In questo caso, quindi, si potrà
sperimentare l’orgasmo senza una lubrificazione palese.
Le donne che soffrono di tale disfunzione sono essenzialmente prive di
sensazioni sessuali, ricavano ben poco piacere erotico dalla stimolazione e
in certi casi non ne ricavano affatto. A livello fisiologico, non mostrano segni
di vasocongestione genitale in risposta alla stimolazione sessuale, oppure
reagiscono soltanto parzialmente, con una leggera lubrificazione, allo stimolo
meccanico del pene nella vagina.
Le donne “non-reattive”, oltre a sperimentare un notevole disagio e difficoltà
interpersonali, considerano l’esperienza sessuale come un duro compito. Le
reazioni emotive vanno da un’angoscia profonda ad una accettazione indifferente
della loro condizione.
TRATTAMENTO
La reazione sessuale femminile dipende dalla funzionalità fisiologica
(organi riproduttivi anatomicamente intatti, adeguata vascolarizzazione di
questi organi, funzionale regolazione nervosa dei genitali e situazione ormonale
normale). Tuttavia, essa è poco vulnerabile ai fattori fisici quali malattie e
invecchiamento ma, al contrario, è molto influenzata da fattori psicologici.
Questi ultimi comprendono la stimolazione insufficiente, la difficoltà a
comunicare i propri bisogni erotici al partner, la difficoltà ad abbandonarsi
durante il rapporto sessuale facendo, quindi, da “spettatrice” e diventando
giudice della propria prestazione sessuale. Queste preoccupazioni mentali
rendono impossibile alla donna l’abbandono alle proprie esperienze erotiche.
Possono intervenire anche fattori psicologici più profondi quali paura, vergogna
e colpa dovuti ad una educazione repressiva, paura degli uomini, paura di
perdere il controllo o paura del rifiuto.
Tutti questi elementi innescano reazioni emozionali che impediscono il
rilassamento e l’abbandono da cui dipende una buona reazione sessuale.
Lo scopo della terapia è, quindi, quello di facilitare l’abbandono della donna
alle esperienze sessuali, modificando il sistema in cui è chiamata a funzionare.
Il terapeuta cerca di raggiungere questo scopo incoraggiando la ricerca di
situazioni inesigenti, rilassate e sensuali che permettano il naturale svolgersi
della reazione sessuale durante il rapporto. La coppia è incoraggiata a
comunicare apertamente sentimenti e desideri sessuali di ciascuno: questa
comunicazione favorirà la creazione dell’ambiente adatto. Inoltre, la terapia
sessuologica, prevede la prescrizione sistematica di varie esperienze sessuali
ed erotiche, che è altamente efficace per la rimozione di alcuni ostacoli
immediati al funzionamento sessuale. Generalmente, durante il trattamento, viene
proposta una specifica sequenza di mansioni sessuali che vengono poi discusse ed
elaborate nella seduta successiva.
Le principali terapie farmacologiche, talvolta utili in sussidio
all'intervento psicologico, sono quelle ormonali a base di estrogeni, che
migliorano la lubrificazione e lo spessore delle pareti vaginali, oppure a base
di testosterone che dovrebbe aumentare l’eccitabilità.