
LA DISPLASIA GRAVE DEL COLLO UTERINO (HSIL) IN
GRAVIDANZA.
A cura del DOTT. FILIBERTO DI PROSPERO, Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia ed Ostetricia, Endocrinologia. Direttore del sito SaluteDonna.it e Responsabile dell'Unità Funzionale di Endocrinologia Ginecologica presso il Dipartimento Materno Infantile dell'Ospedale di Civitanova Marche.
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| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.01.2008 . |
Se non avete mai effettuato un pap test o lo avete fatto da più di un anno e vi accorgete di essere gravide, bene ricordate che questo è un ottimo momento per eseguirlo sia per la prima volta che per ripeterlo.
Il cancro del collo uterino colpisce infatti prevalentemente donne giovani (in età riproduttiva). Ha una causa virale (virus HPV) ed in altre sezioni del sito sia io che altri Autori ne parliamo abbondantemente.
Quello che ora mi preme subito chiarire, prima di affrontare il tema della displasia grave in gravidanza, è che il pap test dovrebbe essere effettuato il più presto possibile e possibilmente entro il compimento del primo trimestre. Non comporta alcun rischio per la gravidanza e se effettuato precocemente è più attendibile e consente di gestire meglio eventuali situazioni patologiche.
Troppo spesso vedo situazioni nelle quali il pap test è stato effettuato tardivamente o non è stato proprio mai fatto; questo non è più accettabile e considerata la grande informazione che viene diffusa sia dai media che dalle strutture sanitarie coinvolge la diretta responsabilità della donna verso se stessa e verso il proprio nascituro..
Una delle situazioni certamente più angoscianti è purtroppo non rare è quella nella quale il pap test evidenzia una displasia (alterazione della replicazione cellulare) grave, chiamata anche nelle refertazioni mediche HSIL (High grade Squamous Intraepithelial Lesion).
Questa lesione è ad alto rischio di sviluppare un carcinoma microinvasivo e richiede un accurato iter diagnostico-terapeutico. Tra i primi importanti accertamenti che vengono subito effettuati compaiono la colposcopia con eventuale contestuale biopsia, la ricerca e tipizzazione del virus HPV (Papilloma Virus). Questo è un momento di fondamentale importanza: viene infatti smentita (il pap test è un esame di screening) o confermata la presenza di un problema dell'epitelio cervicale (lo strato cellulare che riveste il collo uterino) ed in quest'ultimo caso anche valutata l'estensione della malattia.
Il collo uterino in gravidanza è spesso facilmente sanguinante anche per minime procedure operative come anche una semplice biopsia o una polipectomia e tutto questo costituisce certamente una difficoltà quando si pone la necessità di ricorrere ad interveti diagnostico-terapeutici maggiori come ad esempio la conizzazione. Il rischio, particolarmente quando la si vuole effettuare dopo il primo trimestre è quello di determinare un aborto o un parto prematuro; l'asportazione di una parte del collo uterino infatti oltre ad un possibile abbondante sanguinamento può determinare una insufficienza della funzione contenitiva della struttura.
Alcuni Autori al fine di prevenire queste complicanze associano alla conizzazione il cerchiaggio cervicale intervento quest'ultimo che dovrebbe limitare il sanguinamento e garantire la tenuta del collo uterino. L'argomento è certamente controverso ma i più e le attuali linee guida consigliano di sorvegliare la displasia grave con citologia (pap test), colposcopia, biopsie mirate periodici rimandando una eventuale conizzazione al periodo immediatamente successivo (4-6 settimane) al parto.
Molte HSIL infatti oltre a non progredire mostrano spesso una regressione dopo il parto quindi un atteggiamento di controllo e monitoraggio è molto ragionevole. Se dopo il parto sarà ancora presente la displasia grave si procederà alla conizzazione senza rischi particolari.
Diverso è il caso nel quale si assiste nel corso del monitoraggio alla comparsa di aspetti istologici di microinvasione o invasione che pongono una seria indicazione all'intervento chirurgico. In questi delicatissime situazioni si dovrà scegliere il momento più opportuno per interrompere la gravidanza al fine di garantire una soddisfacente probabilità di sopravvivenza al feto e contestualmente una valida chance terapeutica alla paziente.