LA DEPRESSIONE
STAGIONALE: QUANDO LA LUCE INFLUISCE ANCHE SULL’UMORE
A cura del Dr. PAOLO G.
ZUCCONI
NEUROPSICOLOGO CLINICO SPECIALISTA IN PSICOTERAPIA COGNITIVA E COMPORTAMENTALE
paolo@dr-zucconi.it www.dr-zucconi.it
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 26.01.2012 . |
|
HOME | collaboratori | cerca un medico | contatti | collabora | direttore | download | editoriali | eventi | english | informazioni | link | aggiungi ai preferiti |
Tanti sono i fattori che, in varia
misura, concorrono al benessere psicofisico della persona, quasi tutti
facilmente manipolabili per cui ben si può dire che siamo noi
stessi i responsabili del nostro benessere psicofisico nella misura in cui ci
assoggettiamo intenzionalmente ad un certo programma alimentare o
modifichiamo un determinato stile di vita.
Gli unici fattori non manipolabili sono quelli meteorologici come l’alternanza
delle stagioni, l'irraggiamento solare, le escursioni termiche, la
pressione atmosferica e l’azione e la variazione degli agenti atmosferici.
Tali fenomeni influiscono significativamente sul benessere personale tanto da
causare in certi soggetti più sensibili specifiche meteoropatie, disturbi
determinati dall’influenza di fenomeni meteorologici sul nostro organismo. Il
fenomeno meteorologico di maggior portata per la modificazione e lo sviluppo del
ciclo vitale degli esseri umani è la luce solare. Il nostro organismo
riceve l’intera gamma delle onde luminose attraverso la pelle e attraverso gli
occhi. Le radiazioni che penetrano attraverso gli occhi vengono trasformate in
impulsi elettrici e trasmessi tramite il nervo ottico al cervello. Quando gli
impulsi raggiungono l’ipotalamo si assiste ad un incremento della serotonina,
neurotrasmettitore deputato, tra l’altro, al controllo del tono dell’umore,
mentre a livello dell’epifisi inibiscono la produzione di melatonina,
un ormone sensibile al ciclo luce-buio. Pur riconoscendo che il
meccanismo dell’azione della luce sul cervello sia scientificamente ancora
poco conosciuto l’evidenza clinica riscontra una significativa alterazione del
tono dell’umore in presenza della variazione della quantità di luce a cui la
persona è esposta. Infatti il tono dell’umore sembra diminuire quanto
più ci si allontana dall’equatore per cui possiamo trovare un maggior numero
di persone più tristi nelle regioni nordiche che nelle regioni meridionali
e parimenti un maggior buonumore d’estate che d’inverno. Inoltre vari
esperimenti hanno evidenziato pure variazioni dell’umore e dell’efficienza
personale in persone che vivono per gran parte della giornata in ambienti
illuminati artificialmente dove per lo più le lampade convenzionali
riproducendo solo una parte delle lunghezze d’onda della luce naturale possono
costituire uno stimolo stressante per l'organismo . Una carente
esposizione alla luce solare durante il periodo autunno-inverno procura a
certi soggetti un decremento così importante del tono dell’umore tanto da
diagnosticare un “disturbo dell’umore ad andamento stagionale”, SAD, Seasonal
Affective Disorder, come lo definiscono i clinici statunitensi . Trattasi di
una forma di depressione a ricorrenza stagionale, tipica psicopatologia di
origine meteoropatica, che esordisce solitamente durante la stagione autunnale
con remissione a primavera avanzata, anche se in tanti casi l’esordio
viene posticipato con inizio in inverno e risoluzione in estate . Le
persone che soffrono di depressione ad andamento stagionale accusano durante
tale periodo pure mancanza di energia, affaticabilità, basso desiderio sessuale
, sonnolenza oppure difficoltà di risveglio mattutino, aumento dell’appetito
con particolare predilezione di dolciumi o pasta, aumento ponderale, riduzione
della produttività e tendenza all’evitamento e al ritiro sociale.
Spesso le donne riferiscono anche un peggioramento della sindrome premestruale.
Non necessariamente le persone affette da depressione stagionale accusano
tutti i sintomi sopra riportati, può succedere che per esempio non ci
siano disturbi del sonno mentre invece la ricerca di dolciumi si
evidenzia eccessiva. Talvolta certi sintomi si presentano in forma
contraria, comunque disturbante rispetto a quanto avviene nei mesi estivi, ad
esempio anziché sonnolenza una persona può riferire insonnia. Tali sintomi
richiedono comunque sempre una accurata valutazione clinica da parte di un
esperto psicoterapeuta al fine di formulare una diagnosi corretta tenendo
pure presente che circa il 25% della popolazione degli Stati Uniti
del Nord riscontra in forma minore ed in una fascia temporale più ristretta (da
gennaio a marzo) i sintomi di una depressione stagionale che in questo caso è
presente a livello subclinico, sotto forma di “winter doldrums” o “winter
blues”.
Negli Stati Uniti dal 1992 ed in Inghilterra dal 1995 il disturbo
dell’umore ad andamento stagionale nella sua fase depressiva si cura, con un
successo terapeutico riferito dalla letteratura scientifica del 75- 85%
tramite la light therapy, la terapia della luce o fototerapia. Si tratta
di un trattamento terapeutico non farmacologico di prima scelta, testato oramai
su migliaia di pazienti, che consiste nella somministrazione di intensi livelli
di luce tramite un sofisticato sistema di illuminazione, composto di speciali
tubi fluorescenti ad avanzata tecnologia, che diffondono attraverso uno
schermo a piano inclinato luce ad ampio spettro, sovrapponibile a quello solare,
con temperatura dei colori identica a quella diurna (5500° Kelvin) e
indice di resa del colore da 91 al 96%. Tale apparecchiatura in possesso di
qualificati professionisti certificati (psicoterapeuti o psichiatri) viene
utilizzata ambulatoriamente solo dopo una accertata diagnosi di disturbo
dell’umore ad andamento stagionale e nei casi in cui esistano i
prerequisiti per tale trattamento, anche in abbinamento ad un intervento
psicoterapico. Di norma le sedute di luce-terapia vengono effettuate ad occhi
aperti, non necessariamente rivolti verso la fonte luminosa, in autunno o
in inverno (raramente durante certe giornate nuvolose estive) quando si
manifestano i primi sintomi stagionali della depressione. Più indicate per
l’esposizione sono solitamente le prime ore della giornata, soprattutto
per quelle persone che hanno una fase del sonno ritardata con difficoltà di
risveglio mattutino. Il tempo di esposizione varia da 40 minuti fino a 3
ore al giorno, ma con un sistema di illuminazione che rilascia 10.000 lux,
pari ad una intensità luminosa equivalente a 20 volte quella di un
ambiente interno illuminato, i miei pazienti riducono il tempo di esposizione
terapeutica a 30 minuti al giorno. I primi segnali di miglioramento della
sintomatologia depressiva si registrano già nel giro di 4 o 5 giorni anche se
il trattamento va mantenuto di norma dai 7 ai 14 di giorni.
Come agisce sul paziente affetto da depressione stagionale la
somministrazione di luce ad alta intensità? Quali gli effetti
collaterali?
Sembra che la luce-terapia incida sui livelli ematici della melatonina,
abbassandoli, aumenti l’efficacia della serotonina e di altri
neurotrasmettitori correlati inversamente alla sintomatologia depressiva.
Al tempo stesso la somministrazione di luce ad amplio spettro anticipa
l’orologio biologico che regola il ritmo veglia-sonno che nei pazienti
depressi pare abbia una desincronizzazione interna in ritardo di fase rispetto
all’ambiente esterno per cui l’organismo non sarebbe in grado di
adattarsi prontamente alle rapide variazioni del fotoperiodo.
La terapia della luce viene sempre decisa ed attuata in conformità della
valutazione clinica e relativamente alla conseguente diagnosi psicopatologica
pertanto non si riscontrano significativi effetti collaterali che tuttavia
possono essere previsti già in corso di valutazione e d’altra parte possono
venire ridotti durante le sessioni terapeutiche agendo eventualmente sulla
intensità di luce e sulla distanza dalla sorgente luminosa. Comunque dal
momento che l’azione terapeutica della luce si svolge attraverso gli occhi è
controindicata a pazienti diabetici ed affetti da specifiche patologie
dell’occhio o della retina.
Mentre l’efficacia della luce-terapia è oramai consolidata nel trattamento di
pazienti con accertata diagnosi di disturbo dell’umore ad andamento stagionale
e viene pure largamente utilizzata con successo nei disturbi del ritmo
circadiano sonno-veglia recentemente l’uso della luce come terapia si sta
espandendo per la cura di numerose psicopatologie ad andamento ciclico come la
cefalea a grappolo la sindrome da salto dei fusi orari (jet lag syndrome),
il disturbo disforico premestruale, l’alcolismo periodico , il gioco
d’azzardo patologico , i disturbi alimentari ad andamento stagionale e la
psoriasi. Le prospettive terapeutiche di curarsi con la luce sembrano oggi più
elevate di quanto si poteva un tempo immaginare se soltanto si pensa alle prime
parole del racconto biblico della creazione per cui senza sole non c’è luce e
senza luce non c’è vita.