
INFEZIONE DA VIRUS IMMUNODEFICIENZA ACQUISITA (HIV - AIDS): UNA BREVE PANORAMICA.
A cura del Dott. Filiberto Di Prospero
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 18.09.2006 . |
Il virus responsabile della Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS) appartiene alla famiglia dei Retrovirus e contiene un enzima che gli permette di integrarsi nel patrimonio genetico (cromosomi) della cellula ospite e quindi replicarsi distruggendola. Nell'essere umano distrugge i linfociti, cellule deputate alla difesa immunitaria e quindi determina la comparsa di infezioni anche gravi e tumori. le prime descrizioni di questa malattia risalgono al 1981.
La trasmissione avviene attraverso il sangue (trasfusioni, tossicomania, puntura accidentale), lo sperma (sia in rapporti omosessuali che eterosessuali), le secrezioni vaginali ed il latte materno. La ricerca sistematica del virus ha reso ormai impossibile la trasmissione del virus nelle donazioni (sangue, sperma, organi) mentre rimane alta la sua diffusione nei tossicomani, nelle prostitute e tra gli omosessuali. Oltre che con siringa infetta la donna essere contagiata con il rapporto sessuale, soprattutto in casi di rapporti anali o oro-genitali poichè le mucose rettali e buccali sono più fragili e delicate di quella vaginale. Non esistono prove di contagio attraverso il bacio o semplici atti di vita quotidiana.
La prima infezione si manifesta clinicamente da due settimane ad alcuni mesi dopo il contagio; i sintomi (febbre, astenia, ingrossamento dei linfonodi) sono molto simili a quelli di una Mononucleosi; talvolta compare una meningite. In molti casi comunque i sintomi sono molto scarsi. La sieropositività (positività ad indagini diagnostiche su sangue) compare a 4 -12 settimane dal contagio. Molti pazienti rimangono portatori del virus asintomatici per un periodo variabile da qualche mese ad alcuni anni quando esordisce la Sindrome da Immnodeficenza Acuisita con febbre (ad andamento variabile) debolezza, dimagramento, disturbi digestivi, ingrossamento dei linfonodi, infezioni ricorrenti.
La mortalità è purtroppo ancora elevata e la prevenzione è uno strumento essenziale per combatte questa malattia: evitare l'uso di droghe, usare siringhe monouso, evitare l'attività sessuale con persone siero-positive, evitare rapporti sessuali occasionali e comunque in questi casi usare sempre il preservativo verificandone l'integrità dopo il rapporto (se il rapporto è a rischio il preservativo diminuirà la probabilità di infezione del 70%).
AIDS e gravidanza. In gravidanza, le particolari modificazioni immunitarie che intervengono possono in alcuni casi determinare un peggioramento della malattia. E' possibile (ma non sicura) una trasmissione del virus al feto durante la gestazione; sembra più probabile una infezione fetale a termine di gravidanza o durante il parto. L'allattamento è controindicato.