ACNE FEMMINILE: LA TERAPIA
ENDOCRINOLOGICA.
A cura del
DOTT. FILIBERTO DI PROSPERO
Medico Chirurgo, Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Endocrinologia e
Malattie del Ricambio.
E' Responsabile dell'Unità Operativa di Endocrinologia
Ginecologica presso il Dipartimento Materno infantile
presso l'Ospedale di
Civitanova Marche (MC).
VISITA A CIVITANOVA MARCHE, ROMA, MILANO
| NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori. La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento: 20.01.2009 . |
L’acne è un importante problema cutaneo che colpisce uomini e donne; sostanzialmente può essere ricondotto ad una infiammazione acuta e cronica dell’unità pilo-sebacea che evolve i modo diverso e che coinvolge distretti cutanei differenti configurando così i quadri clinici caratteristici della malattia.
Condizione clinica di rilevante impatto psicologico e sociale, nelle donne trova frequentemente correlazioni endocrine la cui conoscenza ha permesso una strategia integrata tra ginecologi endocrinologi e dermatologi con indubbi vantaggi per le pazienti.
E’ spesso evidenziabile infatti nelle giovani ragazze affette da questa malattia una condizione di ovaio microcistico o policistico (PCO), patologia caratterizzata da irregolarità mestruali (prevalentemente oligo-amenorrea) e modesto iperandrogenismo di origine ovarica e/o surrenalica che può talvolta anche determinare gradi più o meno gravi di ipertricosi e irsutismo.
Una relazione tra androgeni ed acne è ormai ampiamente dimostrata: essi (testosterone, andostenedione ed altre sostanze) aumenterebbero e renderebbero più densa la secrezione sebacea favorendo quindi fenomeni ostruttivi ed infiammatori.
Nelle ragazze dove non è riscontrabile un incremento degli androgeni è stata anche ipotizzata una aumentata sensibilità (geneticamente determinata) dell’unità pilo-sebacea a loro normali livelli circolanti nel sangue.
Nel grafico sottostante viene sinteticamente riportata la patofisiologia dell’acne: è facile notare il ruolo che hanno gli androgeni.
|
|
Ritengo quindi molto utile in una donna con acne condurre uno studio endocrino
che indaghi a livello ovarico e surrenalico una eventuale fonte di
iperandrogenismo; particolarmente quando la paziente presenta obesità,
incremento della pilificazione, irregolarità mestruali.
La terapia endocrinologica si basa sull’evidenza che una riduzione della stimolazione del recettore degli androgeni a livello cutaneo può determinare un drammatico miglioramento dell’acne.
Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso diversi punti di “attacco”:
· Determinando una diminuita produzione ovarica e surrenalica;
· Incrementando la proteina di trasporto degli androgeni nel sangue, denominata Sex Hormone Binding Globulin (SHBG) e legando quindi una maggior quantità di androgeni nel sangue senza lasciarli liberi di agire sui recettori periferici;
· Bloccando direttamente i recettori per gli androgeni a livello cellulare con sostanze antagoniste, capaci quindi di inibire la loro azione che non può avvenire se il loro recettore è “bloccato”.
Farmaci che particolarmente soddisfano questi requisiti d’azione sono alcune pillole e particolarmente quelle che hanno una componente progestinica una sostanza capace di agire direttamente in modo “competitivo” con i recettori androginici. I risultati sono evidenti dopo alcuni mesi di trattamento e spesso persistono anche dopo diverso tempo dalla sua sospensione, particolarmente quando viene mantenuta una sorveglianza e una prevenzione dermatologica.
E’ bene però precisare che la pillola non può essere utilizzata in tutti i casi; esistono infatti precise controindicazioni e precauzioni da osservare.
In ultimo è importante precisare che un approccio endocrinologico non sostituisce le terapie dermatologiche specifiche e le misure igieniche personalizzate ma semplicemente le integra; quindi l’azione terapeutica per la paziente acneica richiede sempre più uno stretto coordinamento tra Dermatologo da un lato e Ginecologo Endocrinologo dall’altro.